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Perché si parla di #Pfizergate? Si tratta di un vero scandalo?
04 Nov 2021 15:59

Su Twitter è di tendenza #Pfizergate. Perché?

Tutto parte da un’indagine pubblicata sulla rivista medica britannica British Medical Journal (BMJ) secondo cui i dati sono stati falsificati e che la sicurezza del paziente non è stata rispettata durante gli studi clinici sul vaccino contro il Covid-19, effettuati in 3 siti in Texas (USA) nel 2020.

Cos’è #Pfizergate?

Pfizer è il gruppo farmaceutico che ha progettato uno dei vaccini in commercio contro il Covid-19. Gli studi clinici di fase 3 del vaccino Comirnaty® sono stati avviati il 27 luglio 2020 e condotti su 44mila persone in 152 siti in tutto il mondo, metà dei quali negli Stati Uniti d’America.

Tra i subappaltatori incaricati di eseguire le sperimentazioni cliniche, la società Ventavia Research Group ha supervisionato le sperimentazioni effettuate in tre siti situati in Texas. Ma l’ex direttore della società, responsabile delle sperimentazioni cliniche, ha segnalato numerose irregolarità nell’esecuzione di questi test che sarebbero rimasti lettera morta.

Di fronte alla mancanza di risposta da parte di Ventavia, l’ex direttore ha allertato la Food and Drug Administration (FDA) su quella che considera una “falsificazione dei dati” ma non solo. Interpellato da BMJ, la sua testimonianza “solleva seri interrogativi sull’integrità dei dati e sulla supervisione normativa”, ha affermato la rivista.

Nel dettaglio, in in una mail inviata alla FDA inviata il 25 settembre, l’ex direttore della società incaricata dei processi, Brook Jackson, ha elencato molti problemi a cui avrebbe assistito:

  • Partecipanti collocati in un corridoio dopo l’iniezione e non supervisionati dal personale clinico;
  • Mancanza di follow-up tempestivo dei pazienti con eventi avversi;
  • Le deviazioni dal protocollo non sono riportate;
  • I vaccini non conservati a temperature adeguate;
  • Campioni di laboratorio etichettati erroneamente;
  • Non segnalati i problemi.

Tale lettera avrebbe determinato il licenziamento di Jackson. Inoltre, secondo quanto riferito, la FDA ha risposto alla sua e-mail poche ore dopo, “ringraziandola per le sue preoccupazioni e informandola che la FDA non può commentare alcuna indagine risultante”. Meno di due mesi dopo, l’11 dicembre, l’ente statunitense ha rilasciato l’autorizzazione per il vaccino di Pfizer negli Stati Uniti.

Il laboratorio Pfizer non si è difeso da queste accuse e le informazioni devono ancora essere confermate.

Il commento di Aureliano Stingi (OMS)

Aureliano Stingi, ricercatore in Biologia molecolare e Oncologia genetica e ‘fact checker’ contro le fake news dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), ha commentato così la notizia: “Quello che è stato denunciato al Bmj non è lo scandalo del secolo, è la testimonianza di superficialità e poca accortezza in piccole procedure. Non creiamo panico e insicurezza”.

“Se ci sono errori in un trial clinico vanno denunciati e perseguiti ma attenzione – ha avvertito – anche a non enfatizzare cose che non inficiano la sicurezza del vaccino anti-Covid Pfizer. Sicurezza ed efficacia sono testimoniate dall’Fda, da enormi studi e dalla vita reale, visto anche che il vaccino è stato somministrato a miliardi di persone”.

Stingi dettaglia poi la vicenda. “Chiariamo il contesto: Pfizer si avvale di aziende esterne per seguire la mole di studi che porta avanti, questa specie di ‘gola profonda’ -ha rivelato alcune imprecisioni ed errori fatti durante lo svolgimento di alcuni trial, 3 per l’esattezza, su centinaia (153) realizzati per Pfizer. I dati di Ventavia corrispondono a 1000 partecipanti su 44mila. Se uno legge la notizia al volo rimane colpito ma se analizza anche le dichiarazioni – ha sottolineato – vede che si parla di errori procedurali, ad esempio di siringhe buttate in sacchi di plastica e non nel contenitore idoneo; nomi dei pazienti visibili, ritardo di 2 giorni nella comunicazione effetti indesiderati. Diciamo che sono errori che non inficiano l’affidabilità del vaccino”.

Pfizer avrebbe dovuto controllare? “Pfizer si appoggia a professionisti riconosciuti e società certificate approvate dalla FDA. Ovviamente Pfizer, nel suo interesse, deve controllare che chi lavora per lei lo faccia bene”.


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